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Jiri Kolar

Prato, Museo di Pitture Murale in S. Domenico, 18 aprile - 28 giugno, 2015. Testo Italiano e Inglese. Poggibonsi, 2015; cartonato, pp. 302, ill. e tavv. b/n col., cm 24x28. Jirí Kolár dà all´arte una struttura equivalente ai segni della scrittura e, come tale, la seziona e ricompone; l´immagine statica si fa movimento, dubbio, si apre a letture diverse, non convenzionali, per ricreare la complessità delle molteplici realtà che viviamo, introducendo anche la dimensione del tempo, il trascorrere della vita nel sovrapporsi di strati, nell´usura o nelle pieghe. In altre opere l´artista richiama alla memoria oggetti ed esperienze della vita, frammenti di un´identità dispersa che divengono un caleidoscopio di segni, talvolta ossessivi, nei minuziosissimi, labirintici chiasmages fatti di frammenti di libri in lingue e caratteri diversi. Questi, privati della capacità di raccontare, assumono nuovo senso nel ritmo e nella musicalità della disposizione, rivestendo superfici o oggetti. L´artista offre - nelle complesse connessioni tra frammenti di parole e immagini, musica, movimento una personale sintesi della propria cultura e civiltà, rinnovando un linguaggio che si era logorato e immagini che avevano perso senso (divenendo strumenti di regime), grazie alla poesia che li riscatta e li fa rivivere

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