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Arcimboldo

  • Editorial: Skira
  • Año: 2017
  • Precio: 37.00 €
  • EAN: 9788857236773

Formatosi alla bottega del padre, nell’ambito dei seguaci di Leonardo da Vinci, Arcimboldo (Milano, 1526 – 1593), pittore, ma anche poeta e filosofo, è celebre soprattutto per le famose “teste composte” di frutti e fiori.
Grazie alle sue “bizzarrie” e alle sue “pitture ridicole”, è stato uno dei protagonisti della cultura manierista internazionale, esponente di una corrente artistica, scientifica, filosofica e umanistica lontana da quella classicheggiante della Roma dell’epoca. Apprezzato dalle corti asburgiche di Vienna e Praga, al servizio di Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II, Arcimboldo guadagnò persino il titolo nobiliare, rarissimo per gli artisti, di “Conte Palatino”. Riscoperto negli anni Trenta del Novecento, l’artista venne considerato il più importante antesignano del Dadaismo e del Surrealismo. Pubblicata in occasione della prima romana a lui mai dedicata, la monografia riunisce i capolavori più noti di Arcimboldo (dalle Stagioni agli Elementi, dal Bibliotecario al Giurista), i ritratti, i suoi preziosissimi disegni acquerellati di giostre e fontane, in dialogo con i dipinti e le copie arcimboldesche, oltre a una serie di oggetti delle famosissime wunderkammer imperiali, delle botteghe numismatiche e di arti applicate milanesi e non solo, fino a disegni di erbari, frutta, animali, di cui all’epoca si faceva gran studio al fine di incrementare serre, serragli e giardini ma anche e soprattutto la conoscenza scientifica. Attraverso i contributi di Sylvia Ferino-Pagden (una delle maggiori studiose di Arcimboldo e già Direttore della Pittura al Kunsthistorisches Museum di Vienna), di Giuseppe Olmi e Lucia Tongiorgi Tomasi, Shinsuke Watanabe, Giacomo Berra, Andreas Beyer e il catalogo delle opere, suddiviso in sei sezioni (L’ambiente milanese; A corte tra Vienna e Praga; Studi naturalistici e wunderkammer; Nature morte e teste reversibili; Il bel composto; Pitture “ridicole”), il volume consente di riscoprire le corti dell’Europa centrale della seconda metà del XVI secolo e di immergersi in una cultura che metteva al centro la curiosità, la combinazione di osservazione minuziosa e scientifica con il gioco, la meraviglia e l’ironia.
Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, Palazzo Barberini 20 ottobre 2017 – 11 febbraio 2018

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